Concorso Fotografico Nazionale 2012 "Sa Prima Essia"

Le immagini scorrono davanti ai miei occhi.
Sceglierne una che da sola racchiuda tutto un mondo non è semplice.
Da sempre quando penso a Boes e Merdules mi vengono in mente immagini dei primi che saltano per le strade facendo risuonare sas sonazzas seguiti dai secondi con redini e bastoni per calmarli e spesso queste scenette si svolgono proprio davanti al fuoco in onore di Sant'Antonio.
Ma questo si sa, sono ruoli che ad Ottana si interpretano da sempre, e allora faccio la mia scelta,un simbolo.
L'immagine che ho deciso di proporre raffigura alla sinistra un Merdule senza maschera che passa la caratza al Boe che ha di fronte cosi che tutti e due hanno in contemporanea le mani sulla maschera.
Quest'ultima altro non è che l'essenza del carnevale stesso e si trova a simboleggiare così il forte legame tra contadino e bestiame, e in questo caso , la festa per Sant'Antonio, anche tra sacro e pagano.





Motivazione della premiazione:


La foto premiata risponde alle finalità perseguite dal bando, ovvero: 
-  comunicare il territorio e la sua cultura verso l’esterno, sensibilizzando e coinvolgendo i
  partecipanti i quali, tramite delle loro opere, si fanno portavoce della cultura del Carnevale di Ottana;
-  concorrere nel processo di crescita e valorizzazione del patrimonio culturale del territorio
  attraverso apporti esterni;
-  sperimentare nuove forme di sinergia, interazione e collaborazione tra artisti e attori delCarnevale di Ottana.

La maschera del Boe posta al centro del fotogramma è il senso dell’intera foto. 
Grazie al dettaglio, infatti, vince il gesto, ovvero il passaggio tra generazioni del testimone che è anche simbolo di unione del paese che si riconosce nell’oggetto-maschera, ricca di mistero e sacralità pagana. Un oggetto che restituisce una complicità di intenti che da forza reciproca semplicemente tenendola in mano. Il paese si ritrova intorno all’oggetto che funge da collante e, quindi, si riconosce intorno alle proprie tradizioni.  Il gesto del passaggio fra il vecchio e il giovane, mentre il ragazzo sullo sfondo osserva attento, rappresenta il triangolo generazionale, ovvero il segno di continuità tra passato, presente e futuro.
Vediamo una maschera che ha una storia, che ha visto una storia, ma in che tempo siamo? E’ una foto che non ha tempo, cosi come il carnevale e qui l’uso del bianco e nero enfatizza e rende ancora più misterioso e indefinibile tutto. E’ un gesto ripetitivo e ripetuto migliaia di volte senza però trasformarsi in qualcosa di meccanico senza contenuti.
Interessante la composizione che segue delle linee di fuga diagonali che rendono lo scatto più intrigante restituendo alla scena buona dinamicità visiva.



Ottana 20 febbraio 2012

I
componenti della commissione
Fausto Ligios

Antonello Murgia

Franco Saba

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